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Secondo
alcuni, l’anoressia e la corsa potrebbero essere manifestazioni degli
stessi cambiamenti avvenuti nella cultura della classe media, in quanto
rappresentano la ricerca di una prova auto-imposta di negazione di sé in
un mondo materialista. Alcuni
ricercatori hanno descritto un gran numero di pazienti che manifestavano,
secondo la loro definizione, una “sindrome di coazione alla corsa”,
che rappresenta a sua volta, secondo gli autori, un “analogo
dell’anoressia nervosa”.
Prima
di intraprendere il programma atletico, ciascuno di loro ricordava di
sentirsi in sovrappeso, “grasso” e in cattiva forma. In seguito, la
corsa era diventata un rituale
ossessivo, tanto che i soggetti avevano ignorato a lungo i disturbi
fisici per i quali alla fine avevano chiesto aiuto. Uno di loro, ad
esempio, correva almeno 15 Km al giorno, senza badare alle condizioni
climatiche e al suo stato di salute. Soffriva di ricorrenti tendiniti e
zoppicava leggermente. Disponeva di una biblioteca di libri sulla corsa e
teneva un diario in cui annotava, per ogni ora di corsa, la velocità in
Km orari raggiunta. Tutti i corridori coattivi sono ossessionati dalla magrezza: il soggetto prima citato ritenne di aver ottenuto il rendimento ottimale nella corsa solo quando la percentuale di grasso corporeo in rapporto alla massa muscolare si ridusse notevolmente, raggiungendo il valore che egli stesso aveva stabilito. Negli
uomini, i problemi di identità insorgono in genere dopo i quarant’anni,
quando la sensazione di declino fisico incipiente è vissuta come una
fonte di minaccia al senso individuale di capacità e all’autostima. Pur
se attualmente i problemi di identità si manifestano anche prima dei
quarant’anni, a causa dei forti cambiamenti socio-culturali nel rapporto
tra i due sessi. Poiché generalmente gli uomini sono molto più propensi
a dedicarsi alle attività sportive, anziché alla dieta, può darsi che
l’interesse per le attività fisiche nasconda spesso l’esistenza di
disturbi paragonabili all’anoressia; condizione in cui i problemi di
fondo sono simili: l’indebolimento del senso di identità e di
autostima e la ricerca ossessiva della perfezione, perseguita in concreto
sul versante dell’immagine corporea. Altre
ricerche condotte su ampi campioni di corridori incalliti, mostrano che
l’ossessione del peso e altri atteggiamenti patologici nei confronti
dell’alimentazione, sono diffusi in queste persone. È
impressionante notare a quali dure riduzioni delle calorie assunte i
soggetti considerati ammettessero di sottoporsi, nonché i frequenti
episodi di eccessi alimentari, compensati aggiungendo ulteriori Km a
programmi di allenamento già rigorosi: pagare il prezzo di un debito
calorico è un elemento caratteristico della psicologia della patologia
bulimica. Il fenomeno della corsa compulsiva e di altre forme coatte di esercizio fisico evidenzia alcune questioni di rilevanza culturale più generale. Nella società contemporanea, a
causa dello sconvolgimento nelle relazioni interpersonali e del senso
crescente di isolamento dell'individuo, uomini e donne sono soggetti ad
adottare soluzioni ossessive e coattive per i problemi esistenziali,
concentrandosi in particolare sulla forma corporea, per la mania del peso
diffusa nella società. |
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