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Il problema della cellulite e della ritenzione idrica (cioè
dell'accumulo di liquidi tra i tessuti dell'organismo) sono connessi
strettamente tra loro, tanto è vero che la dieta per risolvere questi due
disturbi è la stessa.
Occorre ricordare che nel nostro corpo ci sono tre diversi tipi di
circolazione: quella arteriosa, quella venosa e quella linfatica. Alla circolazione arteriosa è deputato il compito di trasportare il
sangue purificato dal fegato e dai polmoni attraverso il corpo, per
nutrire e ossigenare i tessuti.
Il compito della circolazione venosa è quello di raccogliere il sangue già
utilizzato dai tessuti del corpo, e quindi ricco di tossine, e di
trasportarlo al fegato e ai polmoni perché venga "ripulito".
La circolazione linfatica è costituita invece da una rete di piccolissimi
canalini che trasportano i liquidi linfatici. Questi sono ricchi di scorie
che devono essere eliminate, passando prima attraverso i vasi venosi del
torace, e di lì ai reni e al fegato.Ciò premesso, l'isorgere della
cellulite può essere scisso in tre fasi.
Prima fase
Per motivi diversi (stress, fumo, sedentarietà,
abuso di medicinali, cause ormonali ma soprattutto cattiva
alimentazione) la circolazione venosa e linfatica può rallentare.
I liquidi e le tossine in essi contenuti tendono a travasare nei
tessuti e a fermarsi qui, ma dal momento che questa non è la loro
sede naturale, l'organismo non conosce meccanismi per eliminarli.
A causa di questi problemi circolatori, compaiono degli edemi
(gonfiori) localizzati soprattutto intorno alle caviglie, ai
polpacci, alle gambe, alle cosce, alle braccia. Questi edemi sono
provocati dalla presenza nel tessuto adiposo di liquidi
fuoriusciti dai vasi sanguigni.
Questi liquidi che ristagnano e di cui il corpo non riesce più a
liberarsi, normalmente fanno apparire la pelle molle; toccandola
si può avvertire la perdita di tono e di elasticità.
Questo è solo l'inizio di una serie di reazioni a catena che non
fanno altro che peggiorare le cose e che sembrano un bollettino di
guerra.
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Seconda fase
Quando i liquidi penetrano tra i tessuti, le
cellule adipose tendono a distanziarsi l'una dall'altra e non
riescono più a svolgere le loro normali funzioni metaboliche.
Le fibre elastiche (strutture che hanno la proprietà di rendere
la pelle morbida e tesa) sono compresse dall'ingrossamento delle
cellule adipose. Ecco che allora la cute comincia ad apparire meno
elastica e perde anche la sua caratteristica luminosità.
Anche le fibre di collagene (quelle che formano l'impalcatura dei
tessuti e hanno una funzione di sostegno) degenerano. A questo
punto i piccoli vasi capillari che irrorano la zona si trovano in
un ambiente che non è più quello originario, e cominciano anche
loro ad alterarsi e a rompersi.
Ecco che allora il circolo vizioso è compiuto: il sangue pulito
proveniente dalle arterie non riesce più ad affluire bene
attraverso i tessuti e quello venoso, ricco di tossine, non riesce
ad essere smaltito velocemente e si accumula. Risultato: le
sostanze tossiche continuano a essere assorbite dai tessuti,
peggiorando di giorno in giorno la situazione.
In seguito il tessuto, non riuscendo più a svolgere le sue
normali funzioni, modifica la sua struttura. Le fibre di collagene
(che svolgono un'azione di sostegno dei tessuti) si alterano e i
capillari si induriscono. Compare la cosiddetta "buccia
d'arancia".
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Terza fase
Ma non è tutto. Con l'andare del tempo, il
tessuto connettivo (una sostanza gelatinosa di rivestimento che si
trova in tutti gli organi del nostro corpo) viene alterato in modo
irrimediabile. Le molecole di cui esso è costituito cominciano ad
ammassarsi e a rendere questo tessuto sempre più duro e spesso.
Alla fine, queste modificazioni del tessuto coinvolgono tutte le
altre strutture: cellule adipose, vasi sanguigni, acqua, fibre
elastiche e collagene. Se prima queste strutture erano soltanto
"malate" (vale a dire vi era ritenzione idrica), alla
fine le alterazioni diventano tali da creare tanti piccoli noduli
di grasso imprigionato. Noduli che sono ormai immodificabili. È
l'ultimo stadio della cellulite: quello contro cui ormai non c'è
più nulla da fare!
Nel terzo stadio, la cellulite è definita "sclerotica".
Il tessuto diventa duro al tatto, con avvallamenti e macchie di
colore. La pelle assume un aspetto detto impietosamente
"pelle a materasso". Quando si arriva a questo livello
la situazione è compromessa in modo quasi definitivo ed è
impossibile una regressione.
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