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perché e quando...Il primo mito da sfatare è che il dolore che sentiamo il giorno dopo un' allenamento intenso sia dovuto all' acido lattico. Nei recenti riferimenti bibliografici, si può apprendere che l'acido l'attico, ha tempi di smaltimento al massimo di qualche ora. Il dolore che sentiamo, può essere così spiegato:
Essendo l'ATP l'unica fonte di energia, perché il lavoro muscolare possa continuare, l'ATP deve però essere ricostruito prontamente partendo dal glucosio, ma è la velocità della richiesta di ricostituzione che fa la differenza: quando questa è molto alta si parla di glicolisi anaerobica, viceversa di glicolisi aerobica.
Nel caso di un lavoro muscolare intenso e di una certa durata (come ad esempio nella glicolisi anaerobica), le cellule non riescono a scindere il glucosio in anidride carbonica ed acqua (processo che permetterebbe di ricavare tutta l'energia contenuta nella molecola del glucosio), per cui si fermano all'acido piruvico. Solo la conversione dell'acido piruvico in acido lattico, permette il proseguimento della glicolisi anaerobica lattacida. La presenza di acido lattico nei muscoli determina uno stato di intossicazione delle cellule, che si traduce nella sensazione di fatica muscolare. Quando invece le cellule possono disporre di una sufficiente quantità di ossigeno (glicolisi aerobica), il processo di demolizione del glucosio è completo e non si formano scorie. La sanno bene i ciclisti che non devono superare la famosa soglia anaerobica (vedi test Conconi), pena l'accumulo di acido lattico con conseguente fatica muscolare e calo della prestazione. L'acido lattico accumulato deve essere infine demolito in presenza di ossigeno: è il famoso pagamento del debito di ossigeno lattacido. Concludendo: l'accumulo graduale di acido lattico nei muscoli funziona come un segnale per il nostro cervello di graduale eccessiva fatica, in un processo energetico nel quale non siamo sufficientemente allenati. |
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