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Introduzione
Fungo, o micete. La
maggior parte tollera questa esposizione senza conseguenze. Ci sono almeno due
motivi che spiegano il fenomeno:
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i soggetti
immunocompetenti (cioè con un sistema immunitario normalmente funzionante),
hanno un elevato livello di resistenza innata alla colonizzazione da parte
dei funghi;
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la maggior parte
dei funghi ha una scarsa virulenza intrinseca (sono scarsamente aggressivi).
Tuttavia, in condizioni che portano alla debilitazione dell’ospite, molti
soggetti diventano suscettibili ai funghi, candida compresa. Se l’infezione non
viene diagnosticata in tempo e trattata aggressivamente, e se le condizioni
sottostanti che causano la debilitazione dell’ospite non vengono tenute sotto
controllo, l’infezione fungina può diventare letale. Queste infezioni, un tempo
considerate rare ed esotiche, oggi sono diventate più comuni ed importanti dal
punto di vista medico. Questo a causa della sindrome da immunodeficienza
acquisita ( AIDS ), dall’aumentato impiego della radio e della chemioterapia per
la cura di pazienti con tumori maligni e per l’impiego di farmaci soppressori
del sistema immunitario (immunosoppressori) nella prevenzione del rigetto dopo
trapianto d’organo. Poiché questi funghi diventano patogeni (causano malattia)
quando l’ospite è in condizioni di debilitazione, vengono comunemente chiamati
funghi opportunisti.
La Candida vive normalmente come commensale in
moltissimi distretti dell’organismo umano sotto forma di
lievito (un
microrganismo formato da un'unica cellula). Per commensale si intende un
organismo (in questo caso il fungo) che vive in stretta relazione con un altro
organismo (il corpo umano) e che trae beneficio da esso senza che il corpo umano
stesso abbia né benefici né svantaggi. Se non è patogena, è sempre sotto forma
di lievito, sia a 37° C, che è la temperatura del corpo umano, sia a temperatura
ambiente. Quando diventa patogena, emette delle estroflessioni dalla sua
membrana e diventa un’ Ifa (presenta cioè delle ramificazioni o dei
filamenti filiformi che si allungano al loro apice); essa, ha la capacità di
“appendersi” ai tessuti sottostanti, e diventa un opportunista,
cioè approfitta di una situazione di immunodepressione per proliferare in
maniera esagerata e provocare la malattia candidosica. In questo caso viene
definita anche parassita, cioè un organismo che vive sopra o
dentro un ospite e da cui trae benefici senza dare nessun utile contributo in
cambio, od addirittura provocando anche danno all’ospite. In alcuni organi
interni, sempre come opportunista, la candida può anche ancorarsi sotto forma di
micelio (cioè un insieme diife), che è sinonimo di
muffa.
La Candida comprende
circa 150 specie, delle quali una decina potenzialmente patogene per l’uomo :
Candida Albicans : penetra nell'organismo generalmente
attraverso ferite cutanee o alle mucose; è presente soprattutto nel cavo orale,
nella vagina e nel tratto gastrointestinale.
Le condizioni per cui Candida albicans diviene infettante sono molte e diverse.
Innanzitutto vi sono le situazioni di carattere fisiologico: infanzia,
vecchiaia, gravidanza, mestruazioni. Anche determinate terapie mediche
(antibiotici, cortisonici, immunosoppressori, citostatici, contraccettivi orali,
radioterapia) e chirurgiche (cateterismi, tracheostomia, infusioni prolungate)
possono favorire l'evoluzione patogena di Candida albicans, così come
determinate patologie (diabete, obesità, gotta, malnutrizione, ipotiroidismo,
sindrome di Down), malattie debilitanti (tumori, malattie infettive croniche) e
sindromi da insufficienza immunitaria (Aids, deficienza di mieloperossidasi,
sindrome di George, di Nezelof ecc.). Infine vi sono i fattori locali: traumi
(ferite, ustioni), protesi.
Tutte queste, in
particolare Candida albicans, fanno parte della normale flora microbica
dell’uomo e si ritrovano sulle superfici mucose sane della cavità orale, della
vagina, del tratto gastrointestinale e dell’area rettale. Fino all’80% della
popolazione può presentare colonizzazione di queste sedi in assenza di malattia.
Al contrario, il microrganismo viene ritrovato raramente sulla cute umana
normale, ad eccezione di alcune aree chiamate intertiginose, cioè quelle
superfici cutanee giustapposte come le ascelle o l’inguine. In certe condizioni,
per esempio quando le mucose sono danneggiate per infiammazioni secondarie alla
chemioterapia o quando vengono contaminati cateteri endovenosi o siringhe,
questi microrganismi raggiungono il torrente sanguigno e vengono portati ad
organi come il polmone, la milza, il fegato, i reni, il cuore, il cervello ed il
bulbo oculare. In tutte queste sedi, la Candida può provocare infezioni. Le lesioni della cute possono presentarsi nel 10-30% dei pazienti che hanno
infezioni disseminate.
La candidosi
( o candidasi ) è la più frequente micosi (infezione da funghi) umana e
costituisce uno dei problemi più importanti del soggetto immunocompromesso. Le conseguenze della candidiasi sono infezioni alla mucosa orale (il mughetto,
caratteristica nei bambini), vulvovaginiti, eritema, fissurazioni simili alle
ragadi; la malattia tende a diventare cronica e la sua diffusione nel sangue può
provocare patologie gravi, come endocarditi, ascessi polmonari e cerebrali,
meningiti, frequentemente causa di morte nei soggetti immunodepressi. La terapia
farmacologica prevede l'utilizzo di antimicotici locali e generali.
Le condizioni
sottostanti che fanno sì che Candida, da normale commensale, si trasformi in
parassita opportunista, sono tutte quelle situazioni che determinano un
immunosoppressione del soggetto, e quindi un deficit della funzione del sistema
immunitario:
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Cause meccaniche : traumi od
occlusioni; ustioni; utilizzi di cateteri intravascolari od urinari.
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Farmaci : terapie antibiotiche,
soprattutto per lunghi periodi e con antibiotici ad ampio spettro;
contraccettivi estroprogestinici, che alterano la normale flora batterica
vaginale; farmaci immunosoppressori utilizzati come terapia antirigetto nei
pazienti trapiantati; abuso di droghe endovenose.
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AIDS ;
malattie autoimmunitarie (Lupus, Artrite reumatoide, sindrome di Sjiogren ed
altre); malattie endocrine (ipoparatiroidismo, iposurrenalismo,
ipotiroidismo); diabete mellito; carenze vitaminiche; gravidanza; nascita
prematura.
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situazioni di
carattere Fisiologico : infanzia, vecchiaia, gravidanza, mestruazioni.
Sindromi
cliniche
Lo
spettro di infezioni causate da microrganismi del genere Candida
include malattie localizzate della cute e delle unghie; malattie che
colpiscono le superfici mucose di bocca, vagina, esofago ed albero
bronchiale; inoltre, infezioni che si disseminano coinvolgendo molti
organi. In tutti i casi, la diagnosi deve essere sostenuta
dall’osservazione microscopica dei funghi nel materiale proveniente
direttamente dalle lesioni e deve essere confermata dalla coltura
del microrganismo.
Candidosi della pelle e delle unghie
L’infezione candidosica può provocare lesioni pruriginose delle
pieghe cutanee (lesioni intertiginose). A carico delle unghie, si
può avere la formazione di pus a livello del bordo ungueale (perionissi)
od una infezione vera e propria dell’unghia (onissi),
che diventa opaca e giallastra. Una forma grave è la candidosi
muco-cutanea cronica (CMC), costituita da un eterogeneo gruppo di
sindromi cliniche caratterizzate da infezioni da Candida
superficiali, croniche e resistenti alla terapia, che colpiscono la
cute, le unghie e la cavità orale. Nonostante l’esteso
coinvolgimento della cute, non c’è nella CMC alcuna tendenza alla
candidosi viscerale disseminata. La CMC si osserva quasi
esclusivamente nei soggetti immunocompromessi, nei soggetti affetti
da malattie del sistema endocrino, malattie autoimmunitarie con
presenza di autoanticorpi circolanti e, nell’adulto, alla presenza
di un timoma (tumore del timo). Essa è caratterizzata clinicamente
da lesioni granulomatose (granulomi), ipercheratosiche (aumento
dello spessore della cute) e verrucose (verruche) sulla cute e sulle
mucose della bocca, della laringe e dell’esofago.
Candidosi dell’ apparato digerente
La più
comune manifestazione è il mughetto, frequente nel
lattante, caratterizzato da un arrossamento del cavo orale e dalla
comparsa di una patina biancastra friabile sulla parte interna delle
guance, della lingua e sul palato. Nei soggetti HIV-positivi in fase
precoce, la candidosi orale è presente nel 20-30% dei casi e può
avere un certo significato come indice di evoluzione della malattia;
è quasi costante nell’AIDS conclamato. La candidosi dell’esofago è generalmente, ma non sempre, associata
alla candidosi orale e provoca deglutizione dolorosa (
odinofagia ), difficoltà di deglutizione ( disfagia
), bruciore retrosternale, ma può anche essere asintomatica.
Costituisce una delle più frequenti infezioni che consentono la
diagnosi di AIDS. L’accertamento si basa sull’esecuzione di una
endoscopia, che rivela la presenza di membrane biancastre sulla
mucosa dell’esofago, dalle quali viene prelevato un campione che,
messo poi in coltura, evidenzierà la crescita delle colonie di
Candida. Più rare, e meno ben precisate, sono le enteriti e le coliti da
Candida che, in ogni caso, possono essere diagnosticate solo su base
istologica (prelevando del tessuto intestinale ed andandolo ad
analizzare al microscopio), perché il riscontro di Candide nelle
feci non ha alcun significato patologico.
Candidosi dell’apparato uro-genitale
La
vulvo-vaginiti da Candida molto frequenti, soprattutto in gravidanza
ed in corso di trattamenti estroprogestinici od antibiotici. Sono
caratterizzate da arrossamento della mucosa vaginale, presenza di
placche biancastre, secrezioni vaginali, prurito e bruciore. Nell’uomo si possono avere un
eritema del solco balano-prepuziale con prurito e bruciore. Più rare
sono le infezioni delle vie urinarie, che possono manifestarsi con
la presenza di placche bianco-giallastre sulla parete vescicole.
Candidosi respiratoria
Sono
frequenti nei soggetti immunodepressi, soprattutto nei pazienti
affetti da malattie acute del sangue (anemie, leucemie,
piastrinopenie), ma raramente in corso di AIDS.
Sepsi ed
endocarditi
Le sepsi
(infezioni disseminate a tutto l’organismo) da candida, oltre che
nei soggetti con gravi deficit del sistema immunitario, si osservano
in portatori di cateteri ed in corso di nutrizione parenterale
totale (alimentazione con flebo). L’endocardite (processo infettivo
dell’endocardio, che è formato dalle valvole cardiache e dal
rivestimento più interno del cuore) si impianta su valvole già lese
e può essere secondaria ad interventi di cardiochirurgia. Le
vegetazioni di candida che si depositano sulle valvole possono
talvolta frammentarsi, e da esse possono staccarsi dei frammenti
(emboli) che possono andare ai vasi, anche di medio calibro, del
circolo polmonare o sistemico (periferia) occludendoli, con
conseguente morte dei tessuti irrorati dagli stessi vasi che sono
stati occlusi.
Altre
localizzazioni
Sono
riferiti casi eccezionali di meningiti, osteomieliti (infezioni
dell’osso), endoftalmiti (infezioni oculari), peritoniti, ascessi a
varia localizzazione.
Candidosi disseminata
Essendo
in genere diffusa per via ematica (torrente sanguigno), coinvolge
molti organi. Una severa neutropenia (deficit dei granulociti
neutrofili, importanti cellule della risposta immunitaria) è
considerata il più importante fattore predisponente per infezioni
potenzialmente letali. L’incidenza di questa forma di candidosi sta
crescendo rapidamente, poiché un numero sempre crescente di pazienti
con leucemie gravi viene trattato aggressivamente con potenti
farmaci immunosoppressori e poiché sempre più numerosi sono i
pazienti sottoposti a trapianti di midollo osseo o di altri organi.
Diagnosi
Le specie
più spesso responsabili di candidosi comprendono Candida
albicans, Candida tropicalis, Candida kefyr, Candida glabrata,
Candida krusei, Candida parapsilosis. Solitamente la diagnosi vene effettuata prelevando del materiale
direttamente dalle lesioni che esse procurano ed analizzandolo al
microscopio ottico ed in coltura. Quest’ultima consiste nel seminare
il materiale prelevato su terreni solidi (il più usato è quello di
Sabouraud), sui quali si sviluppano, in circa 24 ore, colonie lisce,
biancastre o color crema, con aspetto opaco e pastoso. È necessario
identificare le specie di tutti i lieviti coltivati dal sangue, dal
liquido cerebrospinale e dai prelievi chirurgici (fonti sterili).
Devono inoltre essere stabiliti degli standard di laboratorio per
l’identificazione dei lieviti dall’espettorato, dalle urine, dal
tampone vaginale e da altre fonti non sterili, perché i lieviti
possono far parte della normale flora microbica od essere dei
colonizzatori transitori. Esiste anche un test rapido (qualche
minuto) ed affidabile per l’identificazione di Candida albicans, chiamato
test di filamentizzazione.
Terapia,
profilassi e controllo
Nel
paziente immunocompetente, la terapia topica (in pomata) viene in
genere preferita per la malattia della cute e delle mucose, ed
eccetto per la micosi delle unghie (onicomicosi), solitamente si
osserva una buona risposta clinica. Nella candidosi cutanea, orale e vulvo-vaginale sono generalmente
sufficienti terapie locali con nistatina, miconazolo o, nei casi resistenti, altri antimicotici
derivati azolici somministrati per via orale come il ketoconazolo ed il
fluconazolo. Bisogna
però tener presente che tutti i derivati azolici sono fungostatici (ovvero non eliminano il fungo, ma ne bloccano la
replicazione e la motliplicazione, dando tempo al sistema
immunitario del soggetto di eliminarlo) e la malattia può recidivare
dopo che la terapia viene interrotta. Nell’infezione candidosica dell’esofago, buoni risultati si
ottengono con gli azolici per via orale (ketoconazolo,
fluconazolo, itraconazolo). Nella candidosi muco-cutanea cronica il trattamento con azolici è
spesso efficace, ma quasi costanti sono le recidive. Molto importante, quando si debbano effettuare delle terapie con
antibiotici, soprattutto per lunghi periodi, assumere durante tutta
la durata della terapia e durante la successiva settimana, degli
integratori di fermenti lattici (lattobacilli) per via orale e,
nelle donne, sotto forma di ovuli vaginali a scopo preventivo, per
riequilibrare la flora batterica gastrointestinale e vaginale e
prevenire l’insorgenza della candidosi. Negli individui recidivanti
od immunodepressi e nelle donne particolarmente predisposte a
sviluppare vulvo-vaginite da Candida, si possono anche assumere,
contemporaneamente alla terapia antibiotica, dei derivati azolici a
basso dosaggio somministrati per via orale per tutta la durata della
terapia antibiotica, sempre a scopo preventivo. La terapia per la malattia sistemica varia a seconda dell’organo
coinvolto e dello stato immunitario del paziente. Per la malattia
sistemica, soprattutto nelle gravi forme polmonari e nelle sepsi,
si deve ricorrere all’amfotericina B, da sola od in
combinazione con la 5-fluorocitosina. Nell’endocardite è generalmente necessaria la terapia chirurgica. Le infezioni micotiche nei pazienti immunocompromessi danno molti
più problemi, perché le condizioni sottostanti che portano all’immunosoppressione
devono essere corrette per ottenere la massima risposta dal
trattamento antifungino. I pazienti intubati o con cateteri devono
essere seguiti con particolare cura; cateteri e tubi di infusione
devono essere cambiati frequentemente per evitare contaminazioni e
la formazione di foci di colonizzazione. Nell’AIDS la sospensione del trattamento è seguita da recidive, ma
la profilassi continuativa può provocare l’acquisizione di
resistenza da parte di Candida albicans o la selezione di
varietà di Candida scarsamente sensibili agli antimicotici (Candida.
krusei, Candida glabrata) per cui è preferibile praticare la
profilassi periodicamente alternando periodi di sospensione.
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