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Il Colesterolo

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Quasi tutto sul Colesterolo

Le funzioni del Colesterolo

Grasso o Lipide importantissimo per la vita dell' uomo, che ricopre importantissime funzioni :

  • componente strutturale della membrana di tutte le cellule e degli organelli che si trovano all'interno di esse;

  • componente essenziale della guaina mielinica che avvolge le cellule nervose, dove funge da isolante e permette all'impulso nervoso di trasmettersi senza disperdersi ;

  • indispensabile per la formazione e la riparazione delle membrane cellulari .

  • precursori degli ormoni steroidei e degli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone, androgeni, testosterone) ;

  • entra a far parte degli acidi biliari necessari alla digestione dei grassi ;

  • componente dell' emoglobina ;

  • è il precursore della vitamina D, indispensabile per regolare il metabolismo del calcio e mantenere in buono stato ossa e denti.

Il colesterolo, dunque, è essenziale alla vita, tanto che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo anche quando esso viene a mancare completamente nella dieta. Che provenga dagli alimenti o che sia sintetizzato dal fegato, per svolgere le sue funzioni il colesterolo deve arrivare ai diversi tessuti dell'organismo. Essendo però un grasso, il colesterolo non si miscela bene con il plasma sanguigno, che è un liquido acquoso; per questo le molecole di colesterolo vengono rivestite da apposite proteine, dando origine alle lipoproteine, che sono agevolmente trasportate dal sangue e sono in grado di infiltrarsi in tutti i tessuti.

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Colesterolo in chimica

Le piante contengono colesterolo solo in lievi tracce e altre sostanze lipidiche strutturalmente simili (fitosterine o fitosteroli), ma è indispensabile per la vita animale. La struttura è formata da una molecola lipidica sterolica, tipica degli organismi animali, soprattutto dei Vertebrati. È presente in tutti i tessuti e in maggior quantità nel cervello, nella bile e nel sangue. A causa della sua struttura ha caratteristiche idrofobiche ed è quindi scarsamente idrosolubile. L'intestino lo assorbe grazie ai sali biliari.

È presente sia in forma libera (35-40% del totale) sia esterificato con acidi grassi a catena lunga. La sintesi del colesterolo si svolge soprattutto a livello epatico, anche se vi partecipano numerosi altri organi (surrene, testicolo, aorta ecc.). Il colesterolo viene invece eliminato con la bile, trasformato in acidi biliari e poi in sali biliari (dai calcoli biliari il colesterolo può essere ottenuto allo stato puro cristallino). 

molecola del colesterolo

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Colesterolo buono - Colesterolo cattivo

Come abbiamo detto, il colesterolo non è libero nel sangue, ma è legato alle lipoproteine. Queste lipoproteine  possono essere suddivise in quattro classi :

  1. VLDL , vengono formate nel fegato e trasportano i trigliceridi dal fegato alle cellule lipidiche ;

  2. Chilomicroni , vengono formate nell' intestino dai grassi presenti nel cibo. Trasportano i trigliceridi ai muscoli e al tessuto adiposo ;

  3. LDL (Low Density Lipoprotein) a bassa densità, veicolano tra il 60% e l'80% del colesterolo sierico. Presentando molta affinità con le cellule dell'endotelio delle arterie, liberano il colesterolo sulla parete dei vasi (costituisce la placca ateromatosa nell'aterosclerosi, anche se non è ancora chiaro se rappresenti il fattore eziologico della malattia). Per questo la frazione LDL è considerata " colesterolo cattivo ";

  4. HDL (High Density Lipoprotein), ad alta densità, svolge la funzione di rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie riportandolo al fegato, che provvederà ad eliminarlo attraverso gli acidi biliari. Per questo la frazione HDL è talora chiamato " colesterolo buono ".

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Sintesi delle funzioni delle lipoproteine

Tipo

Come si forma

Lipidi trasportati

Funzione

VLDL

Lipoproteine a densità molto bassa

Nel fegato

Trigliceridi (>50%)

Colesterolo (25% circa)

Trasporto dei trigliceridi dal fegato verso le cellule lipidiche

Chilomicroni

Dai grassi presenti nei cibi e trasformati dall'intestino

Trigliceridi al tessuto muscolare e adiposo

Trasporto dei grassi

LDL

Lipoproteine a bassa densità

Dalle VLDL

dopo il trasporto dei trigliceridi

Colesterolo (>50%)

Trigliceridi (<10%)

Trasporto di colesterolo alle varie cellule

HDL

Lipoproteine ad alta densità

Nel fegato e nell'intestino tenue

Colesterolo (25% circa)

Trigliceridi (5% circa)

Rimozione del colesterolo dai tessuti verso il fegato

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Malattie Cardiocircolatorie e Cambiamenti Sociali

In Italia, la durata della vita media degli uomini è passata dai 42,6 anni del 1900 ai 76,7 anni del 2001, mentre quella delle donne è passata da 43 a 83 anni. E anche lo stato di salute in generale è molto migliorato. Tuttavia, nello stesso arco di tempo molte altre cose sono cambiate, nel lavoro, nei rapporti sociali, negli stili di vita. Passate in secondo piano le malattie infettive, che hanno rappresentato il vero spauracchio delle generazioni che ci hanno preceduto, oggi dobbiamo confrontarci innanzitutto con i problemi posti dallo stress, dall'alimentazione eccessiva o disordinata, dalla mancanza di una regolare attività fisica. Questi sono, infatti, alcuni dei fattori che influiscono sullo sviluppo delle malattie cardiocircolatorie, che da sole rappresentano oggi quasi la metà delle cause di morte.

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Prevenzione del Colesterolo

Per prevenire le malattie cardiocircolatorie, tenerle sotto controllo ed evitare le conseguenze più serie possono essere utili alcuni semplici accorgimenti, primo fra tutti tenere d’occhio e controllare quello che costituisce il più importante fattore di rischio per il loro insorgere, il colesterolo. Essenziale per la vita, il colesterolo può infatti mostrare un volto del tutto diverso e trasformarsi in una vera minaccia alla nostra vita. Per evitare che ciò avvenga è importante conoscerlo, sapere come e quanto invitarlo alla nostra tavola, e che cosa fare quando i suoi livelli diventano eccessivi.

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Sport e Colesterolo

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una vita sedentaria fa raddoppiare il rischio di malattie cardiache, di diabete mellito di tipo II, di obesità e mortalità per cause cardiovascolari e ictus, e aumentare del 30 per cento il rischio di ipertensione e di cancro. Nel corso di tutta la sua storia, la vita dell'uomo è stata segnata da due fattori che, almeno nella nostra società, sono quasi scomparsi: la fatica fisica e la scarsità di cibo. I lavori che richiedono un intenso e prolungato sforzo fisico sono sempre meno, e così le persone che vi sono impegnate. Sarebbe sufficiente trovare un equilibrio adatto alle mutate condizioni in cui viviamo, compensando con della moderata e regolare aatività fisica, senza rinunciare ai piaceri della buona tavola.

 

Persone che praticano attività sportiva in Italia per fasce di età (2001) : Ministero della Salute

 

 

 

Persone sedentarie per regione in Italia (2001) : Ministero della Salute

 

Purtroppo, come mostrano le rilevazioni del ministero della Salute, solo un terzo circa della popolazione italiana pratica uno sport o un'attività fisica regolare (tabelle sopra) e il dato, ancora più basso per le fasce di età superiore ai 35 anni, sembra sia pur lentamente continuare a diminuire.

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Alimentazione e Colesterolo

Se la sedentarietà è nemica del benessere, la cattiva alimentazione ne è distruttiva. Le cause di una ipercolesterolemia possono essere sia una predisposizione ereditaria, sia una dieta troppo ricca di cibi ad alto contenuto di grassi saturi. Il colesterolo viene in parte prodotto dal nostro organismo, e in parte viene introdotto con gli alimenti di derivazione animale, soprattutto carni rosse, salumi, formaggi, burro, strutto, lardo, etc.  Secondo le linee guida internazionali, il colesterolo introdotto con il cibo non dovrebbe superare i 300 mg al giorno nel caso di soggetti in buona salute. Tale limite però deve scendere a 200 mg nei casi in cui si è accertato un eccessivo livello ematico di lipidi e in chi è affetto da patologie cardiache , selezionando con cura gli alimenti permessi. Sembra che un effetto benefico nei casi di ipercolesterolemia è dato anche dal consumo di fibre vegetali. Queste infatti sono in grado sia di ridurre i livelli ematici di colesterolo, sia di legarsi con i sali biliari che contengono colesterolo, il quale in tal modo viene più facilmente eliminato con le feci .

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Buone abitudini, per mantenere lontano il Colesterolo

  • L' alimentazione deve essere bilanciata sullo stile della dieta mediterranea senza eccessi ;

  • L' alimentazione non deve essere vissuta come una costrizione e un sacrificio poiché in tal caso verrà presto abbandonata ;

  • Imparare a cucinare in modo fantasioso ;

  • Evitare la cottura fritta o  la rosolatura, che necessitano di oli o grassi, soprattutto quelli di origine animali ;

  • Preferire la cottura al vapore, al forno, ai ferri e la bollitura. Usare padelle antiaderenti, che consentono la cottura senza oli e grassi ;

  • Usare il sale quanto basta, i cibi possono essere insaporiti con le spezie ;

  • No ai pasti abbondanti : meglio mangiare poco e spesso

  • Eliminare il grasso visibile negli alimenti (per esempio nella carne e nel prosciutto)

  • Preferire le carni bianche e il pesce alla carne rossa

  • Consumare più cereali, legumi, verdura e frutta

  • Limitare i dolci

  • Non eccedere con l'alcol (anche se è stato dimostrato che un bicchiere a pasto di buo vino rosso, mantenga lontane le malattie cardio circolatorie)

Alimenti

Sconsigliati

Permessi

Frequenza

Prodotti lattiero -  caseari

Latte intero, formaggio, gelati prodotti con latte intero

Latte scremato o parzialmente scremato;

yogurt, ricotta, formaggi

a basso contenuto di grassi

Tutti i giorni

Farinacei

Prodotti di pasticceria, biscotti, dolci

Pane, pasta, crusca, prodotti integrali, riso, polenta

Tutti i giorni

Grassi

Grassi di origine animale: burro, lardo, strutto, pancetta, panna

Oli vegetali (oliva, mais, girasole, soia, arachidi)

Tutti i giorni in quantità limitate

Carni

Maiale, oca, anatra, salumi; frattaglie (cervello, fegato, rognone), salsicce

Pollo e tacchino (senza pelle); vitello, manzo magro (eliminare tutto il grasso visibile)

3/settimana

Pesci, crostacei, molluschi

Pesci conservati sott'olio

Pesci di mare freschi, surgelati e conservati al naturale; pesci di fiume; molluschi e crostacei solo in quantità limitate

2-4 volte /settimana

Uova

Uova fritte

Uova sode, alla coque

2/settimana

Frutta

Frutta secca

Tutta; banane, uva, fichi

cachi e frutta sciroppata

in quantità limitate

Tutti i giorni

Verdura

Verdura fritta o condita con grassi animali

Tutta se condita o cotta in modo dietetico

Tutti i giorni

Legumi

Se conditi con grassi animali

Tutti se cotti

Tutti i giorni in modo dietetico

 

  Permessi da Moderare da Evitare
Cereali Pane, fette biscottate, cracker integrali, cereali integrali per colazione, pasta integrale, riso   Cornetto, brioche
Prodotti caseari Latte scremato, formaggi molto magri (fiocchi di latte) Latte parzialmente scremato, formaggi medio grassi come camembert, ricotta, feta, yogurt Latte intero, latte condensato panna, yogurt intero, formaggi grassi
Uova Albume d'uovo Due uova intere a settimana  
Zuppe Consommé, minestre di verdure    
Pesce Ogni tipo di pesce bianco e grasso (alla griglia, al cartoccio, affumicato) Pesce fritto in olio Uova di pesce, pesce in oli o grassi di provenienza ignota o sconsigliati
Crostacei e mitili Ostriche, capesante, cozze Aragosta, scampi Gamberoni, gamberi, calamari
Carne Tacchino, pollo, vitello, cacciagione, coniglio, vitellino (evitare le parti grasse e con pelle) Manzo molto magro, prosciutto crudo (solo la parte magra), capretto (una o due volte a settimana), salsicce di vitello o di pollo, fegato due volte al mese Anatra, oca, tutte le carni grasse, salsicce, pancetta, prosciutto crudo con grasso, prosciutto cotto, salame, pasticcio di carne, paté, pelle di pollame, sugo di carne
Grassi   Oli monoinsaturi (olio di oliva), oli polinsaturi (girasole, mais, noce, cartamo), margarine morbide (non idrogenate), fatte con oli ricchi in acidi grassi polinsaturi Burro, lardo, olio di palma, margarine dure, grassi idrogenati, salse con panna o burro

Frutta e verdura

Tutte le verdure fresche e surgelate preferenza ai legumi: fagioli freschi e secchi, lenticchie, ceci, mais, patate al cartoccio o bollite, tutti i tipi di frutta fresca o secca, frutta in scatola (non zuccherata)

Patate al forno o fritte in oli vegetali

Patate al forno o fritte, verdure fritte in oli grassi sconsigliati o di provenienza ignota, verdure salate in scatola

Dessert

Sorbetti, gelatine, budini preparati con latte scremato, macedonie, meringa

Gelati, budini, frittelle

Crema per pasticceria, crema con panna o burro

Cibi al forno

 

Pasticceria, biscotti con margarina od oli vegetali

Pasta frolla in commercio, biscotti, sformati in commercio, snack

Dolci confezionati

Torrone, dolci bolliti

Marzapane

Cioccolato, caramelle ripiene o al cioccolato, snack al cocco

Frutta secca

Noci e castagne, se fresche

Mandorle, arachidi, pistacchi, noci secche

Noce di cocco, nocciole salate

Bevande

Tè, caffè istantaneo o da filtro, acqua minerale, analcolici, bevande dietetiche

Alcolici

Bevande al cioccolato, irish coffee

Condimenti

Pepe, senape, erbe, spezie, aceto, limone

 

Sale aggiunto, maionese

La lista sopra, non vuol essere prescrittiva, ma solo indicativo-informativa

Fonte dati - "Mangiare meglio per vivere meglio"- volume realizzato con la supervisione dell'Istituto Nazionale della Nutrizione

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Colesterolo Endogeno

Se consideriamo che :

  • i glucidi sono i precursori del colesterolo,

  • il fegato controlla la sintesi del colesterolo attraverso l'enzima HMG - CoA - reduttasi che a sua volta viene attivato dall'insulina,

possiamo immaginare che con l' alimentazione, possiamo in parte controllare la produzione di colesterolo endogeno. Con questo, si pensa che :

  • l'uso di alimenti in grado di inibire l' HMG-CoA-reduttasi (come il tè verde), possa ridurre la sintesi di colesterolo Endogeno (NON DIMOSTRATO). La inibizione dell' HMG-CoA-reduttasi però, produce effetti collaterali come la rabdomiolisi (patologia che provoca lesioni muscolari, e il cuore è un muscolo),

  • Se è vero che gli acidi grassi saturi aumentano i livelli LDL di circa 2,5 mg/dl per ogni 1% di calorie totali nella dieta, è pure vero che una loro diminuzione nella dieta diminuisce i livelli di colesterolo HDL, alla fine il rischio cardiovascolare è immutato,

  • I  grassi trans invece, si comportano diversamente, alzano solo il colesterolo cattivo,

  • Riducendo la quota di carboidrati ad alto indice glicemico, limitando la risposta insulinica,

la dieta mediterranea, tarata come segue :

  • eliminare i cibi contenenti grassi idrogenati e margarine

  • bilanciare l' introito calorico tendendo al negativo (riducendo alimenti grassi)

  • limitare abbinamenti di grasso animale e oli vegetale

potrebbe risolvere quindi il problema, ma non è sempre sufficiente. Molto importante è anche svolgere un'adeguata attività fisica, non soltanto perché contribuisce a metabolizzare i grassi, ma anche perché, come hanno dimostrato recenti ricerche, essa tende a favorire un aumento del colesterolo HDL (buono) a scapito di quello  LDL (cattivo).

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Aterosclerosi come si forma

Se l'apporto di colesterolo è eccessivo e non riesce a essere smaltito in maniera efficace, si formano accumuli di grasso all'interno dei vasi arteriosi, soprattutto dove questi hanno subìto microtraumi. Se questi accumuli persistono, accorrono sul posto i macrofagi, che fungono da cellule "spazzine", per fagocitare le lipoproteine in sovrappiù.

Essi sono in grado di inglobare notevoli quantità di lipoproteine, fino ad assumere un aspetto "spugnoso", ma nel frattempo secernono sostanze che stimolano la crescita di tessuto fibroso tutto intorno, un meccanismo normalmente utile per riparare eventuali danni alle pareti dei vasi. In questo modo, però, si crea un ammasso formato da cellule vasali, lipoproteine, macrofagi e tessuto fibroso, che prende in nome di placca aterosclerotica. Questa placca restringe il lume del vaso interessato, e se le condizioni di ipercolesterolemia non vengono corrette, può arrivare perfino a ostruirlo.

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Alcuni sintomi dell' Aterosclerosi

La formazione di placche aterosclerotiche, che rappresenta già di per sé una situazione patologica, può però passare a lungo inosservata. Se le arterie colpite sono, per esempio, quelle degli arti inferiori, può presentarsi quella che i medici chiamano claudicatio intermittens, una dolorabilità ai polpacci che sotto uno sforzo anche moderato costringe chi ne è colpito a fermarsi o a zoppicare. Prima che si manifestino sintomi così chiari, legati all'insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti, l'ostruzione può essere ormai già del 70%. Ma anche un'ostruzione meno imponente è pericolosa, sia perché ostacolando il normale flusso sanguigno facilita la formazione di punti di ristagno e la conseguente formazione di trombi, sia perché un'improvvisa vasocostrizione può portare a una repentina ostruzione completa di arterie come le coronarie o le carotidi, con esiti quali l'infarto del miocardio o ictus cerebrali, sia, infine, perché la placca, crescendo ai danni del tessuto elastico del vaso, può dare origine a un aneurisma a rischio di rottura.

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Livelli ottimali di colesterolo

Il colesterolo totale (colesterolemia), vale a dire il colesterolo presente sotto qualsiasi forma nel sangue, deve essere inferiore a 200 mg/ml, mentre la frazione LDL non deve superare i 160 mg/ml, limite quest'ultimo che si abbassa a 130 mg/ml per le persone che presentino qualche fattore di rischio (quali fumo, ipertensione, storia familiare di patologie cardiache) e addirittura a 100 mg/ml quando sia già presente, per esempio, una patologia cardiaca. Il colesterolo HDL, invece deve essere superiore a 40 mg/ml.

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Indice di rischio

Per evitare che si inneschino i meccanismi patologici legati al colesterolo, è importante il rapporto tra le diverse frazioni. Particolarmente significativo è il rapporto fra il colesterolo totale e la frazione HDL, che rappresenta un significativo indice di rischio cardiovascolare. Questo rapporto deve essere inferiore a 5 nell'uomo e a 4,5 nella donna. Per fare un esempio, una persona che abbia un colesterolo totale pari a 230 mg/ml, dunque fuori norma, ma un colesterolo HDL pari a 85 mg/ml ha un indice di rischio uguale a 230/85 = 2,7 che è migliore di quello di un'altra persona con colesterolo totale pari a 200 mg/ml, cioè al limite della norma, ma colesterolo HDL pari a 40 mg/ml, il cui indice di rischio è 200/40 = 5.

Per avere un quadro completo della situazione il medico può prescrivere anche il dosaggio dei trigliceridi e delle cosiddette apolipoproteine A e B, utili per stabilire eventualmente il tipo di ipercolesterolemia di cui si è affetti e personalizzare la terapia.

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Valori medi di Colesterolo e Trigliceridi (mg/100ml di plasma)

 

Maschi

Femmine

età
Colesterolo
Trigliceridi
età
Colesterolo
Trigliceridi

0-9

10-20

21-30

31-40

41-50

51-60

61-70

70 >

160

155

175

195

210

215

215

205

55

70

110

135

150

140

140

130

0-9

10-20

21-30

31-40

41-50

51-60

61-70

70 >

160

160

165

180

200

225

230

230

60

75

75

85

100

120

130

130

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Fattori di rischio per le malattie Cardiovascolare

Gli studi dimostrano che il colesterolo è la causa maggiore (aumenta 3,25 volte il rischio relativo), seguito dal fumo, dai fattori di stress psico-sociale e dal diabete. Una certa attenzione, tra questi fattori di rischio, va dedicata allo stress, che può essere legato a una molteplicità di circostanze, dalle condizioni di lavoro, a problemi finanziari o familiari, ma i cui effetti sono emersi dipendere anche dal clima culturale in cui la persona vive e in particolare dalla sua "filosofia di vita", ossia dalla capacità di non farsi travolgere dall'ansia e di non lasciar invadere gli spazi della propria vita dai problemi. Sembra proteggerci invece, un consumo regolare di frutta e verdura, ma soprattutto l'attività fisica regolare.

Secondo i dati del ministero della Salute, in Italia ben il 20 per cento degli uomini e il 24 per cento delle donne sono ipercolesterolemici, ossia hanno livelli di colesterolo nel sangue superiori alla norma.

La situazione è aggravata dal fatto che sono diffuse, e appaiono in aumento, alcune patologie come il diabete e l'obesità, legate in parte anch'esse agli stili di vita, che aggravano il quadro di chi soffre di una iperecolesterolemia.

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Omega-3 e Policosanoli

Studi epidemiologici hanno quindi dimostrato come una corretta alimentazione sia fondamentale per combattere l'ipercolesterolemia. Un numero altrettanto vasto di studi ha dimostrato l'utilità di due componenti naturali: gli omega-3 e i policosanoli .

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